“Giocare con Pep Guardiola era come giocare a scacchi”. Thierry Henry
Gli scacchi sono un gioco in cui devi vedere cosa succederà dopo, rilevare quali conseguenze si manifestano dopo ogni nuova mossa e capire le qualità di ciascun pezzo, così come quelli dell’ avversario.
È un gioco dove bisogna prendere continuamente decisioni.
Gli scacchi e il calcio sono molto simili e alcune tecniche possono essere facilmente messe in pratica in entrambi gli sport. Sono giochi imprevedibili e molto complessi!
Uno dei concetti cardine di entrambe le discipline è l’importanza del centro, che negli scacchi viene chiamato centro della scacchiera e nel calcio centrocampo.
Negli scacchi, il dominio delle caselle centrali, e4, d4, e5 e d5 (evidenziate in giallo) è considerato fondamentale.
Chi conquista il centro diventa padrone del gioco perché guadagna spazio togliendolo all’avversario, il che gli consente di manovrare e coordinare meglio i propri pezzi su tutta la scacchiera, quindi di essere già nella condizione di portare minacce immediate all’avversario.
La battaglia per il centro è evidente soprattutto all’inizio e, proprio per questo, tra le prime mosse da realizzare troviamo “il controllo immediato del centro” con i pedoni e con i pezzi leggeri (alfieri e cavalli).
Una volta che la battaglia per il centro si assesta entrambi i giocatori, in base a come hanno sviluppato i pezzi, devono creare una strategia di gioco.
A seconda di come sono posizionati i pezzi al centro si può decidere di spostare il gioco più su un lato della scacchiera, manovrando i pezzi nella propria metà della scacchiera fino ad attendere che il nostro avversario crei delle debolezze.
Il calcio non è diverso in questo senso.
Controllare il centro del campo è spesso uno dei concetti più importanti di qualsiasi piano strategico. E questo può essere fatto in vari modi.
Uno dei massimi esponenti del gioco di posizione (negli scacchi questo stile viene chiamato gioco posizionale) è sicuramente Pep Guardiola, non a caso anche lui scacchista. Negli scacchi moderni il più grande estimatore del gioco posizionale è l’attuale campione del mondo Magnus Carlsen, nonché grande appassionato di calcio.

Usando il Manchester City di Pep Guardiala come case study, vediamo come la squadra controlli con molti giocatori la zona centrale del campo e molto spesso, vediamo che i terzini del City, Kyle Walker e João Cancelo (2 e 27) si infilano nell’area di centrocampo, mentre le ali abbracciano la linea laterale, cercando di allungare la difesa avversaria, trasformandosi essenzialmente da un 4-3-3 a un 2-3-2-3 nella fase di costruzione del gioco.
La strategia scacchistica può aiutare a migliorare la strategia calcistica?!
Scritto da: GM Roberto Mogranzini